Autore: Gemma Torre
Anno: 2022
Gemma Torre si rivolge a chi intende acquistare documenti storici. In quali mercati cercare, come acquistare e altre accortezze indispensabili per arrivare all’obiettivo.
Il tema del Mercato è a me molto caro. Le occasioni in cui da bambina accompagnavo mio padre, al mattino prestissimo, a vendere i fiori al mercato, erano per me un gioco. C’era la dedizione, il metodo con cui mostrare il raccolto e la verifica dei prezzi d’asta del singolo fiore. Questi parametri di qualità e bellezza mi appassionavano, ma ciò che certamente mi incuriosiva di più era comprendere le ragioni per cui si compravano i fiori. Le aspettative e le strategie commerciali che prevedevano spesso un lungo trasporto, anche internazionale, erano per me in parte incomprensibili.
Ecco, questa passione e queste riflessioni continuano a ronzarmi in testa, anche quando cerco di osservare e analizzare la logica del Mercato applicata all’ambito in cui lavoro: il mondo degli archivi.
In quali mercati cercare?
Ovviamente ogni oggetto ha il suo mercato di riferimento e per quanto riguarda i beni archivistici è opportuno tenere in considerazione differenti mercati. I documenti o i “pezzi” di carta come definiti nel precedente articolo, sono infatti rintracciabili in piccoli mercatini dell’antiquariato fino alle Case d’asta internazionali o anche nelle vetrine digitali di specifici siti web dell’usato o dell’e-commerce. Il risultato di questa polifonia è la difficoltà di quantificare in modo sicuro la dimensione economica dell’intero mercato degli archivi. Si tratta infatti di un settore frammentato con una molteplicità di attori e di stakeholders.
È interessante osservare come i commercianti d’arte passino spesso al vaglio anche le notizie dei decessi per scovare possibili vendite di documenti. Persino le vendite di immobili con cantine e soffitte da sgomberare possono attrarre gli appassionati di cartoline e documenti storici. Siamo di fronte, quindi, a un variegato settore che comprende archivi privati già dichiarati di interesse storico particolarmente importante e semplici carte, cartoline, lettere di diverse tipologie acquistabili in Mercati differenti a seconda del loro Valore, così come abbiamo riflettuto nel primo articolo.
Come acquistare?
Al di là di questa pluralità di mercati, è opportuno approcciare l’acquisto in modo coscienzioso, seguendo, per esempio, il decalogo proposto dal nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale1. Il nucleo dei Carabinieri, unitamente alle Soprintendenze Archivistiche e Bibliografiche, ha una funzione preventiva attraverso controlli presso attività di settore (antiquari o gallerie che in generale commerciano opere d’arte) e siti internet che vendono beni artistici. Grazie alla loro esperienza nella tutela del commercio di Beni Culturali hanno redatto un decalogo, “le regole d’oro dell’acquisto in buona fede”, disponibile sul sito web istituzionale.
Dalla lettura di questo memorandum emerge chiaramente l’importanza di una certificazione di provenienza. Infatti, solitamente, prima di inserire un’opera nei cataloghi delle gallerie o delle case d’aste, gli esperti di art advisory svolgono accurate indagini rivolgendosi anche agli archivi ed alle fondazioni degli artisti al fine di ottenerne l’autentica. Questa ricerca di certificazione della provenienza per il settore documentario a mio avviso genera una sorta di “loop degli archivi”: cercare negli archivi l’autenticità di un pezzo d’archivio… qualcosa di meraviglioso!
Inoltre, ogni asta normalmente è preceduta da un’esposizione aperta al pubblico al fine di permettere la valutazione diretta e concreta delle opere di interesse, oltre che il loro effettivo stato di conservazione. Infine, molte case d’aste permettono, in fase di acquisto, di richiedere un Condition Report. Si precisa comunque che questi documenti riflettono esclusivamente un parere qualificato degli esperti dipendenti delle case d’aste che solitamente non sono restauratori professionisti.
Perché si acquista?
Approfondiamo ora le intenzioni degli acquirenti di documentazione archivistica. Come è stato definito a livello accademico, e in particolare dagli studi del professor Salvatore Lorusso, un oggetto culturale possiede un prezzo stabilito ed è disponibile sul mercato dell’arte perché risponde a due importanti requisiti: utilità e rarità2. Questi concetti sono approfonditi in letteratura per il contesto storico artistico, ma gli stessi principi possono essere applicabili anche ai beni archivistici e bibliografici. Ovviamente con le dovute accortezze in relazione alla loro peculiarità!
L’aspetto più cruciale per la documentazione archivistica in vendita è il concetto di unicità. Accade così che gli acquirenti, come i collezionisti, siano spesso alla ricerca di “pezzi” unici per il loro carattere artistico e storico. Questa brama al ritrovamento del pezzo che piace supera la ragionevolezza di ottemperare alla legge. Infatti per un archivio, l’acquisto del singolo documento, come un autografo o una fotografia, rappresenta l’inevitabile rottura del legame tra le carte, come pre-allarmato nell’articolo precedente.
Per ovviare a questo pericolo, la Soprintendenza può notificare l’indivisibilità dell’archivio prima che venga bandita un’asta. Si ricorda, inoltre, a proposito di vendite di beni culturali, che entro 60 giorni dalla denuncia di vendita, lo Stato può esercitare la prelazione sui beni venduti3.Dunque ammirare un documento in vendita e saperne riconoscere il suo Valore, significa anche averne cura, prestando attenzione alle norme sui beni archivistici.
Vincoli e campanelli d’allarme
Ricapitolando, un aspetto che non bisogna sottovalutare quando si prende in esame un documento di notevole interesse storico è la possibilità di trovarsi di fronte a situazioni delicate dal punto di vista legale. Infatti un documento, quale un diario o un album fotografico, può essere sul mercato conseguentemente a un furto4. Oppure il proprietario può aver messo in vendita le proprie carte di particolare interesse storico – e quindi potenzialmente con una valenza di bene culturale per l’intera collettività – per negligenza o ignoranza del contesto normativo italiano sul tema.
Infatti la legislazione italiana sottolinea che un bene culturale, in questo caso archivistico, anche se di proprietà privata è prima di tutto un bene culturale dell’umanità ed è importante da conservare per la sua abilità di essere fruito dalle generazioni future. Per questo motivo, il commercio di archivi e di singoli documenti, indipendentemente dalla loro età, è sotto la sorveglianza delle Soprintendenze Archivistiche e Bibliografiche che possono avvalersi della collaborazione del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. In sostanza, al fine di evitare di commettere una violazione di legge, anche involontariamente, è importante tenere in considerazione i fondamentali aspetti richiamati dal Codice dei Beni Culturali del 2004.
Uno spunto su cui riflettere
Come nel precedente articolo dedicato al punto di vista dei venditori, ho pensato di concludere questo testo con una suggestione particolare. Forse può stupire la presenza di un settore potenzialmente aperto al commercio legato alla documentazione aziendale. In particolare penso alla situazione borderline che viene a crearsi per le carte delle società fallite. In questi casi l’assenza di vincolo stringente alla conservazione dei documenti storici privati, una volta concluse le procedure di fallimento, determina la possibilità di cedere e vendere le carte senza molti controlli. Infatti, solo un’esigua parte della documentazione storica di società fallite giunge negli Archivi di Stato: vi sono alcuni esempi, solo per citarne alcuni, presso l’Archivio di Stato di Milano e presso l’Archivio Centrale dello Stato a Roma dove è conservato l’archivio di design della società Bertone.
In conclusione, con questi due brevi testi sul Valore degli archivi, ho provato a far luce sulla reale presenza di documentazione archivistica in molteplici Mercati. Dall’analisi dei parametri con cui attribuire un prezzo alla documentazione archivistica, alla certificazione di autenticità che i commercianti devono tenere in considerazione in fase di acquisto… il mondo degli archivi ha ancora molte sfumature da valorizzare!
1 Decalogo del nucleo dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale https://www.carabinieri.it/ in-vostro-aiuto/consigli/beni-interesse-culturale/beni-d’interesse-culturale. Sull’argomento: Christian Costantini, Il decalogo dell’acquisto sicuro: il punto di vista del NucleoCarabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, ÆS Arts+Economics n° 7, gennaio 2020
2 LORUSSO SALVATORE, MATTEUCCI CHIARA, NATALI ANDREA, Il mercato dell’arte e le case d’asta. Valutazione diagnsotico-analitica e economico-finanziaria. L’autentico, il falso, il riprodotto nel settore dei beni culturali, Bologna: Pitagora 2010
3 d.lgs. n. 42/2004, art. 61
4 Può essere opportuno verificare, in fase d’acquisto, la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, alimentata dal 1989, anno in cui è stata creata, dal comando dei Carabinieri

